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Licodia Eubea, antico centro siculo, che ha risentito dell'influsso della cultura greca prima e romana dopo, è oggi una piccola cittadina della provincia di Catania, che sorge su una altura dei monti Iblei, da dove l'occhio spazia sino al mare Africano. I numerosi ritrovamenti archeologici di epoca ellenistica, le ceramiche di epoca classica rinvenute nei campi di Pizzo del Corno, gli scavi effettuati nel 1985 nel centro storico della cittadina, sono solo alcune delle testimonianze che tendono a confermare l'origine greca di Licodia. Molti dei reperti archeologici acquisiti negli anni mediante ritrovamenti e scavi sono stati raccolti ed esposti nel Museo Civico che nel 2010 è stato intitolato all’archeologo Antonino Di Vita, che si occupò dello studio dei materiali qui rinvenuti e rimase sempre particolarmente affezionato a questi luoghi.


Il paese, sebbene piccolo e popolato oggi solo da circa tremila abitanti, vanta al suo interno pregevoli tesori artistici e monumentali, come i ruderi del Castello Santapau, le molte Chiese e i Monasteri contenenti dipinti e statue del XVII e del XVIII secolo.


Licodia Eubea gode, inoltre, di una tradizione enogastronomica che costituisce il tratto distintivo di questo territorio. Posti in collina, i fertili terreni licodiesi sono particolarmente adatti al pascolo ovino e quindi alla produzione casearia: ricotta e pecorino al pepe nero sono i prodotti maggiormente richiesti per la loro bontà e genuinità.  Altra risorsa agricola è la coltivazione dell'uva da tavola, nella sua varietà “Italia” caratterizzata da acini tondi e croccanti, esportata in tutta Europa.  Un prodotto di eccellenza agroalimentare è costituito dalla cicerchia, una leguminosa coltivata in Sicilia a partire dall'antichità e fino al XIX secolo, per ridursi in questi ultimi cinquant'anni fin quasi a scomparire. Dalla macina della cicerchia si ottiene una farina, la “patacò”, ingrediente principale di una pietanza tipica licodiese, una polenta arricchita con salsiccia di suino e broccoletti da gustare calda.


Dal 2011 la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica ha luogo presso i locali dell'ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, affidati in gestione all'Archeoclub d'Italia di Licodia Eubea dal Comune.

La chiesa è in sé un piccolo tesoro di storia locale. Un tempo annessa al vicino monastero, ha subito, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, continue trasformazioni e riutilizzi, passando da chiesa a magazzino, a Caserma dei Carabinieri, ad Ufficio Postale, ad ambulatorio, per essere poi definitivamente abbandonata a partire dagli anni Settanta. Restaurata dalla Soprintendenza catanese alla fine degli anni Ottanta, è stata ripristinata solo di recente, grazie ad un intenso lavoro di recupero, fisico e al tempo stesso intellettuale. L’Archeoclub, infatti, ha provveduto in pochi mesi a pulire e ripristinare i locali, raccogliendo scrupolosamente tutte le testimonianze delle sue precedenti fasi d'utilizzo (mattonelle in maiolica del Settecento, pregiate opere pittoriche, ma anche resti di sculture ed epigrafi di epoca fascista, oggetti di uso comune, perfino una vecchia Moto Guzzi) ed esponendole all'interno di un apposito antiquarium. 

L'ex chiesa di S. Benedetto e S. Chiara è tornata ad essere il simbolo del comune di Licodia Eubea, ed ospita incontri culturali, concerti, mostre ed altre manifestazioni artistiche.

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foto di Gregorio Giarrusso

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La Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica  è un evento organizzato da

Archeoclub "M. Di Benedetto" di Licodia Eubea e Archeovisiva. 2014-2017. Tutti i diritti riservati.